PRIMO PIANO-l'Intellettuale: L’intellettuale e il potere (dal n° 1 di Epimeteo)
Leggo l’abiura di Galilei: “ Dovetti lasciar la falsa opinione che il sole sia centro del mondo e che non si muova e che la terra non sia centro del mondo e che si muova, e che non potessi tenere, difendere né insegnare in qualsivoglia modo, né in voce né in scritto, la detta falsa dottrina, e dopo d’essermi notificato che detta dottrina è contraria alla Sara Scrittura, [...]. Pertanto volendo io levar dalla mente delle eminenze V. re e d’ogni fedel ristiano questa veemente sospizione, giustamente di me conceputa, con cuor sincero e fede non finta abiuro.”
Una morsa allo stomaco. Al tempo di Galilei c’erano diversi tipi d’intellettuali: c’era chi cercava solo una vita tranquilla e sicura al servizio del padrone; questi sapevano che a decidere cosa dovessero scrivere , e addirittura, cosa dovessero pensare era il signore; una chiara testimonianza è l’opera di Torquato Accetto “Della dissimulazione onesta”. C’era poi chi cercava, invece, solo la verità., come Galileo Galilei, l’uomo grazie al quale abbiamo potuto conoscere quello che c’è al di là della terra sulla quale poggiamo i nostri piedi. Anche oggi di “dissimulatori” ce ne sono fin troppi. E li definirei con l’espressione che il critico letterario Benzoni utilizzò a proposito degli intellettuali del ‘600 della prima categoria da me citata: “ceto gelatinoso nebbioso” per il quale “ogni baluginio democratico è minaccia alla loro identità”, è “horrible anarchia”. Ma chi non è interessato alla tranquillità, alla “dissimulazione”, quanto piuttosto alla verità? Come deve comportarsi? Tacere? Fuggire? Oh, ma non c’è bisogno! Ci pensano i “dissimulatori” che sono al potere a far tacere. Un esempio che viene facile? Santoro, Biagi, Guzzanti sono stati licenziati, cacciati, confinati al di fuori di ogni mezzo di informazione. Perché oggi, secolo XXI, chi cerca solo di aprire uno spiraglio di verità viene cancellato dalla scena, proprio come accadde al famoso scienziato del ‘600. Non dà da pensare? Non viene da chiedersi quanti passi abbiamo fatto da allora? Dal tempo in cui bruciavano le streghe sul rogo, impiccavano i ribelli, costringevano gli intellettuali a tacer? A parte i metodi attraverso cui il potente arriva ad eliminare chi gli è più scomodo, è cambiato molto?
Una morsa allo stomaco. Al tempo di Galilei c’erano diversi tipi d’intellettuali: c’era chi cercava solo una vita tranquilla e sicura al servizio del padrone; questi sapevano che a decidere cosa dovessero scrivere , e addirittura, cosa dovessero pensare era il signore; una chiara testimonianza è l’opera di Torquato Accetto “Della dissimulazione onesta”. C’era poi chi cercava, invece, solo la verità., come Galileo Galilei, l’uomo grazie al quale abbiamo potuto conoscere quello che c’è al di là della terra sulla quale poggiamo i nostri piedi. Anche oggi di “dissimulatori” ce ne sono fin troppi. E li definirei con l’espressione che il critico letterario Benzoni utilizzò a proposito degli intellettuali del ‘600 della prima categoria da me citata: “ceto gelatinoso nebbioso” per il quale “ogni baluginio democratico è minaccia alla loro identità”, è “horrible anarchia”. Ma chi non è interessato alla tranquillità, alla “dissimulazione”, quanto piuttosto alla verità? Come deve comportarsi? Tacere? Fuggire? Oh, ma non c’è bisogno! Ci pensano i “dissimulatori” che sono al potere a far tacere. Un esempio che viene facile? Santoro, Biagi, Guzzanti sono stati licenziati, cacciati, confinati al di fuori di ogni mezzo di informazione. Perché oggi, secolo XXI, chi cerca solo di aprire uno spiraglio di verità viene cancellato dalla scena, proprio come accadde al famoso scienziato del ‘600. Non dà da pensare? Non viene da chiedersi quanti passi abbiamo fatto da allora? Dal tempo in cui bruciavano le streghe sul rogo, impiccavano i ribelli, costringevano gli intellettuali a tacer? A parte i metodi attraverso cui il potente arriva ad eliminare chi gli è più scomodo, è cambiato molto?
Alice Vitagliano

